Nel 2019 un grave incidente in motorino gli è costato una gamba. Dopo il lungo percorso di riabilitazione ha scelto di ripartire dallo sport e dal tennis in carrozzina. Oggi vive e lavora in Lombardia, compete ai vertici nazionali e sogna i tornei internazionali. Senza mai dimenticare Palmi: «Il tifo più grande viene dalla mia Calabria».
Ci sono partite che durano più di un’ora, altre che si decidono in pochi punti. E poi ci sono quelle partite che iniziano molto prima di entrare in campo e che, soprattutto, non finiscono con l’ultimo punto.
Quella di Rocco Brando è una di queste.
La sua partita più importante è cominciata nel 2019, quando un incidente in motorino ha cambiato improvvisamente la sua vita. Oggi Rocco è un atleta di tennis in carrozzina, vive e lavora in Lombardia, è arrivato fino alla quinta posizione del ranking nazionale e guarda con ambizione alle competizioni internazionali.
Ma prima della classifica e dei risultati c’è una storia personale fatta di dolore, riabilitazione e ripartenza. Una storia nella quale la racchetta ha avuto un ruolo tutt’altro che secondario.
Cinquanta metri, poi l’incidente
Era appena uscito di casa. Aveva percorso poco più di cinquanta metri in motorino quando una moto di grossa cilindrata lo ha centrato.
«Ero appena uscito di casa con il mio motorino, e dopo neanche cinquanta metri una moto di grossa cilindrata mi ha centrato colpendomi sulla gamba», ci ha confidato raccontato Rocco.
L’impatto è stato violentissimo. La gamba ha riportato lesioni gravissime e inizialmente i medici hanno tentato di ricostruire l’osso della caviglia, ormai disintegrato. Poi sono arrivate le complicazioni.
Il tentativo di salvare l’arto non è andato a buon fine e si è arrivati alla decisione più difficile: l’amputazione della gamba dal ginocchio in giù.
Da quel momento è iniziato un percorso completamente nuovo. Una vita da ricostruire, abitudini da cambiare e una nuova realtà con la quale imparare a convivere.
«Il primo anno è stato difficile»
Rocco non nasconde le difficoltà di quei primi mesi.
«Il primo anno è stato difficile», racconta. Poi è arrivato il percorso al centro protesi di Bologna. Un passaggio fondamentale per tornare a camminare, recuperare autonomia e soprattutto riprendere gradualmente possesso della propria vita.
«Al centro protesi di Bologna mi hanno messo in piedi e ho iniziato a prendere confidenza con quello che ormai da cinque anni è diventato il mio compagno di vita».
La protesi è diventata così parte della quotidianità. Ma per Rocco il recupero non poteva fermarsi alla dimensione fisica. C’era da ritrovare anche quello che era stato prima dell’incidente: lo sport.
La racchetta per ricominciare
Rocco è sempre stato uno sportivo. Prima dell’incidente aveva praticato diverse discipline e l’attività fisica rappresentava già una parte importante della sua vita. Dopo quello che era successo, proprio lo sport gli ha permesso di affrontare la nuova situazione con un atteggiamento diverso. «Sono sempre stato uno sportivo, ho praticato mille attività. Lo sport mi ha dato la possibilità di affrontare la disabilità in modo deciso e di non demoralizzarmi, per recuperare e ripartire».
Il tennis, in particolare, è diventato progressivamente il nuovo punto di riferimento. Non una semplice attività da praticare nel tempo libero, ma un impegno fatto di allenamenti, competizioni, obiettivi e classifiche.
E i risultati non hanno tardato ad arrivare.
Quarta posizione in Italia – https://www.fitp.it/federazione/news/Wheelchair/
Oggi Rocco Brando è quarto a livello nazionale nel ranking del tennis in carrozzina. È tesserato con il Tennis Club Sabbio Chiese e continua a lavorare per migliorare il proprio livello. La posizione raggiunta rappresenta il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno, attraverso allenamento e sacrificio.
Ma soprattutto dimostra quanto sia cambiata la sua vita rispetto a quel 2019. In mezzo ci sono stati il recupero, la scoperta del tennis in carrozzina e la progressiva crescita agonistica. «Il tennis mi ha aiutato tanto, prima e dopo l’incidente. Mi ha tirato su nei momenti bui», racconta.
Il tennis, dunque, c’era prima e c’è stato anche dopo. È rimasto un punto fermo mentre tutto il resto cambiava. E adesso Rocco non vuole fermarsi.
L’obiettivo è continuare a crescere e, nel prossimo futuro, confrontarsi anche con tornei di caratura internazionale.
La sua vita oggi è in Lombardia. Qui vive, lavora e porta avanti la propria attività sportiva. Ma basta parlare di Palmi perché il tono della voce cambi.
La distanza non ha cancellato il rapporto con la città natale. Al contrario, il legame con la Calabria è rimasto particolarmente forte.
«Il legame con Palmi non muore mai. Il tifo più grande viene dalla mia terra».
È una frase che spiega bene quanto il sostegno della comunità d’origine continui ad avere un peso nel suo percorso. Rocco segue il proprio cammino sportivo lontano da casa, ma sa di avere ancora alle spalle una città che lo segue e che festeggia i suoi risultati.
Il riconoscimento della sua città
Proprio Palmi ha recentemente deciso di rendergli omaggio. L’amministrazione comunale lo ha premiato per gli importanti risultati ottenuti nel tennis in carrozzina, con una motivazione che sottolinea talento, determinazione e sacrificio, oltre al contributo dato alla promozione del nome della città nel panorama sportivo nazionale.
Per Rocco è stato un momento particolarmente significativo.
«Mi ha fatto molto piacere ricevere questo premio».
Un riconoscimento che arriva dopo anni nei quali la sua vita è cambiata profondamente e che assume quindi un significato che va oltre il semplice risultato agonistico. Rocco ha voluto ringraziare il sindaco Giovanni Calabria, l’assessore allo Sport Francesco Trentinella e tutti i suoi concittadini.
«Ringrazio il sindaco Giovanni Calabria, l’assessore allo sport Francesco Trentinella e tutti i miei compaesani che porto sempre nel cuore».
La partita continua
La storia di Rocco Brando è fatta di due tempi.
Nel primo c’è la vita di prima, quella di un ragazzo sportivo che praticava diverse discipline. Poi arriva quel giorno del 2019, quei pochi metri percorsi in motorino e l’incidente che cambia tutto.
Nel secondo tempo c’è la ripartenza.
La riabilitazione, la protesi, il ritorno allo sport e poi il tennis in carrozzina. Fino alla quinta posizione nazionale e alla possibilità di guardare oltre i confini italiani.
È una storia nella quale il risultato sportivo conta, ma non racconta tutto.
Perché dietro quella posizione in classifica ci sono anni di lavoro e una scelta precisa: continuare a fare sport, continuare a competere, continuare a porsi degli obiettivi.
Oggi Rocco vive la sua nuova quotidianità con una racchetta in mano e una nuova sfida davanti.
La Lombardia è diventata casa, ma Palmi rimane il luogo delle radici. E il premio ricevuto dalla sua città ha riannodato ancora una volta quel filo.
Il prossimo punto è da giocare.
E Rocco, ormai, sa bene che anche le partite più difficili possono essere riaperte.
Con una racchetta, un campo e la voglia di ricominciare…!


