HomeIn ItaliaIniziative: Panatta"Voglio tornare a divertirmi insegnando ai bambini"

Iniziative: Panatta”Voglio tornare a divertirmi insegnando ai bambini”

 Adriano Panatta ha presentato la sua nuova Tennis School. “Il metodo si baserà più sulla tecnica che sulla quantità: più Federer che Nadal, insomma”. La scuola sarà parte del progetto Orange Tennisclub ideato da Guido Tommasi. All’interno le interviste video realizzate durante la presentazione. Alessandro Mastroluca

Adriano Panatta e Guido Tommasi alla presentazione della Tennis School

Adriano Panatta e Guido Tommasi alla presentazione della Tennis School

Insegnare a giocare bene a tennis. È la sfida che ha accettato Adriano Panatta che ha presentato la sua nuova Tennis School, che nasce all’interno del nuovo Orange Tennisclub di Roma. È una scelta di cuore e di passione, quella di Adriano. “Sono qui soprattutto per divertirmi” ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione, impreziosita dall’arrivo al club di Hernanes, Rocchi, Scaloni e di Max Pezzali.

 Adriano Panatta e Guido Tommasi con Hernanes, Rocchi e Scaloni

Ma non c’è solo questo nelle ragioni della scelta di Panatta. L’Orange Tennisclub, infatti, nasce dalla ristrutturazione del Tennis NUST Flaminio, dove Adriano ha vinto il suo primo torneo, a dodici anni.

“Voglio insegnare a giocare bene a tennis” ha aggiunto, “penso a un metodo neoclassico. Per dirla in una parola: più Federer che Nadal, più tecnica che quantità. Questa verrà dopo, per chi vorrà continuare. Non voglio certo riportare il tennis indietro di quarant’anni, sia chiaro. Ma oggi a tanti bambini, a tanti ragazzi, vengono da subito insegnate rotazioni e impugnature esasperate, quelle di Nadal o di Djokovic. Ma loro sono Nadal e Djokovic e hanno caratteristiche fisiche che gli permettono di sopperire anche a posizioni ed esecuzioni non proprio ortodosse. È una tendenza che è iniziata con Borg. Già ai miei tempi Vilas o Solomon giocavano in maniera diversa da come giocavamo io o Santana”.

Il progetto Orange, di cui è promotore e ideatore Guido Tommasi, punta a creare un nuovo modello di circolo sportivo, radicato sul territorio, che integra attività diverse distribuite in altri tre impianti: il Futbolclub, il Futbol Campus e l’Axel – La Pista del Ghiaccio di Roma, che ha in Carolina Kostner la sua madrina e che in due anniè già diventata la prima d’Italia per numero di iscritti, oltre mille.

“Siamo onorati che Adriano Panatta abbiamo scelto il nostro circolo per dar vita alla prima scuola tennis a suo nome – dice Guido Tommasi. “Dopo Carolina Kostner, un altro grande campione ha creduto nel progetto Orange che punta ad integrare realtà sportive diverse ma che condividono la stessa matrice imprenditoriale, lo stesso contesto territoriale e soprattutto lo stesso tipo di passione sportiva. E al centro dell’offerta c’è la famiglia, il principale interlocutore a cui rivolgersi, oggi più che mai, per promuovere la pratica e la cultura dell’attività fisica”.

Rino Tommasi in prima fila assiste alla conferenza stampa del figlio Guido

“L’attività di base, con un programma intensivo anche nel periodo extra-scolastico, e lo sviluppo di un settore agonistico sono i nostri primi obiettivi – spiega Panatta, partner dell’Orange Tennisclub -. Inoltre vorrei cercare di applicare a tutta la vita sportiva del circolo un’idea di eccellenza. Questo non significa esasperare gli aspetti competitivi. L’intento è quello di avere un approccio attivo; non vogliamo mettere a disposizione dei nostri utenti solo i campi da gioco ma anche un supporto tecnico continuo. Vorremmo creare, ad esempio, degli stage per gli adulti perché migliorino i loro colpi. Mi piace l’idea che l’Orange Tennisclub sia inserito in un progetto più ampio, ciò non toglie che lavoreremo perché la scuola di tennis acquisisca una propria, forte identità, affinché sia in grado di diventare un punto di riferimento nel mondo del tennis”.

Sui cinque campi del club che, caso rarissimo, ha sacrificato un campo da calcetto in nome del tennis, i bambini potranno iniziare a frequentare la scuola dal primo ottobre. “E’ importante che i bambini, quando iniziano, si divertano. Cercheremo poi di convincere i genitori di chi vuole imparare bene a far giocare i figli più di due volte a settimana”.

A che età è consigliabile iniziare a giocare a tennis? “Si può iniziare con attività propedeutiche a 7-8 anni. A 9 si comincia in maniera vera e propria”.

La scuola si affida ad Alessandro Baldoni, ex giocatore di serie A (migliore classifica ATP 196), che rivestirà il ruolo di Responsabile Tecnico e sarà affiancato da Daniele Rosa e Lucrezia Maspero. “Non ci spaventa l’idea di partire da zero” ha concluso Guido Tommasi, che ha aggiunto un dettaglio importante sui piani futuri. “Nello sport” ha spiegato, “la componente meritocratica è fondamentale. Perciò, così come già stiamo sperimentando per le pattinatrici, pensiamo di aiutare i giovani più meritevoli e senza troppe disponibilità economiche a continuare l’attività agonistica”.

Perché la passione per lo sport non si fa fermare dalla crisi.


Ubaldo Scanagatta intervista Adriano Panatta…

Alessandro Mastroluca

Fonte: www.ubitennis.com

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